...l'importante è essermi potuta svegliare alla coscienza di esistere e diventare un uomo libero...
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Mi chiamo Enrica, ho 57 anni. Quando mi affaccio alla finestra di casa mia vedo sempre un panorama diverso. Che ci sia il sole, che piova o tiri vento è sempre un panorama bellissimo.
Angelica Palli
Diario di una nonna
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Nozze del 1878
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Pagine di guerra
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A Natale ci è stato regalato un navigatore, un affare elettronico che si attacca al parabrezza dell'auto e ti dice con voce suadente, continua e inarrestabile la strada più corta per recarti nel luogo dove hai deciso di andare. Meraviglia della modernità! Non sbaglieremo più strada, raggiungeremo velocemente la meta stabilita senza incertezze, senza inversioni di marcia, senza liti col consorte "Vai a destra, no a sinistra, ma sei sicura? Hai visto che mi hai fatto sbagliare?"
E' da un po' di tempo a questa parte però che quando c'è una novità, non mi soffermo solo su quello che ci porta come vantaggio, ma rifletto anche su quello che ci toglie. Pensando al navigatore effettivamente non sbaglieremo più strada, ma chi sa se sapremo trovare la strada giusta! Mi spiego meglio: trovarci in una città sconosciuta a girare in auto è sicuramente un'avventura, le strade sono sconosciute, la meta pressochè ignota, abbiamo solo un'indicazione scritta e è difficile orizzontarsi. E' qui che entrano in azione i nostri sensi, le nostre intuizioni, la nostra capacità di orientamento, ecco proprio così, una capacità così importante, la capacità di trovare la via giusta, la capacità di conoscere e di riconoscere. Il senso dell'orientamento uno dei sensi più importanti per la nostra sopravvivenza e per il nostro benessere. Sapere dove si è e come ci siamo arrivati è qualcosa che ci da sicurezza e fiducia nelle nostre capacità e quindi benessere. Col navigatore questo senso non ci servirà più, lo accantoneremo come abbiamo accantonato altri sensi, lo perderemo. Una macchinetta ci dirà dove andare e la soddisfazione di aver trovato da soli un luogo non la proveremo più. Certamente però non avremo perso tempo, saremo arrivati più velocemente.
Avremo solo perso la possibilità di fare esperienza.
...questa sera la luna era uno spicchio sottilissimo, ma la sua luce era così intensa e chiara...
In questo momento di pacs, tico, unioni di fatto, unioni non di fatto, matrimoni civili, matrimoni religiosi, mi viene voglia di rifllettere sulla mia di unione.
Quest'anno saranno 35 anni che io e Graziano stiamo insieme, anzi no 37 anni che stiamo insieme , 35 che siamo sposati. Matrimonio religioso e naturalmente matrimonio civile insieme. Fino all'85 comunione dei beni, poi separazione. Ma guarda quante cose!! Non ci avevo fatto caso. Io gli volevo solo bene a mio marito quando abbiamo deciso di sposarci e vivere insieme, desideravamo avere dei figli, e volevamo aiutarci a vicenda a vivere la nostra vita, condividendo le difficoltà e le gioie che la vita ci avrebbe proposto e che con tutta la buona volontà non potevamo immaginare quali sarebbero state.
Abbiamo desiderato andare a vivere in un luogo comune a entrambi che abbiamo chiamato la nostra casa e là siamo sempre ritornati ogni sera per ritrovarci e confrontare le nostre vite e il nostro cammino, insieme.
Ne abbiamo passate tante!
Io e lui.
E nessun altro!
I nostri figli!
E adesso le nostre nuore e i nostri nipoti!
La nostra famiglia.
E quando ci ritroviamo tutti a tavola la domenica, nella nostra casa, i nostri cuori sono lì e la nostra vita prosegue. Matrimonio religioso, civile? Pacs? Tico? Non mi riguarda, altre cose.
Noi siamo ...uno più uno uguale tre...e questa è l'eternità.
Avere un'opinione propria e autentica sulle questioni che giornalmente ci vengono proposte non è cosa così semplice. Spesso le nostre precedenti apparternenze, anche assolutamente in buona fede, a posizioni politiche, religioni,credenze o altro ci condizionano non poco. Accade che la nostra opinione non dipenda da quello che veramente pensiamo e sentiamo, ma piuttosto da quello che pensano coloro ai quali abbiamo più spesso dato fiducia e anche se per una volta il nostro pensiero non coincide col loro, invece di prenderne atto, cominciamo a trovare degli appigli per modificare la nostra opinione cercando attraverso razionalizzazioni, giri di pensiero e elucubrazioni di allineare le nostre idee con quelle di coloro ai quali siamo appartenuti ideologicamente per molto tempo. Purtroppo questo non è pensare e non è vivere; pensare con la propria testa e secondo i nostri propri valori è trovarsi a volte d'accordo con l'uno, a volte d'accordo con l'altro, a volte d'accordo con nessuno, indipendentemente dagli schieramenti ai quali gli altri appartengono.
Quello che sto cercando di fare da un po' di tempo a questa parte è cercare di pensare secondo il mio proprio giudizio, senza bandiere, prese di posizioni a priori, solo la mia coscienza a decidere e mi trovo d'accordo ora con quello ora con l'altro ora con nessuno. Non ho più schieramenti, posizioni certe già preordinate, non posso più essere inserita in categorie preesistenti. Non faccio comodo a nessuno, non mi alleo con nessuno, ma mi sento bene, sono me stessa e su ogni argomento se decido di avere un'opinione ho la mia giusta o sbagliata che sia, ma sicuramente originalle e autentica.